Mappa 7 di 14 · Leonardo da Vinci

L'Ultima Cena

1495–1498 · il dramma dell'anima e la catastrofe conservativa
tempera grassa e olio su intonaco · 460 × 880 cm · Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano
Committente: Ludovico il Moro · Tecnica sperimentale al posto dell'affresco · 1495–1498

Quattro nodi tecnico-compositivi, tre nodi della storia conservativa, una banda iconologica comune. Il Cenacolo è stato dipinto, è stato rovinato, è stato restaurato; e in tutto questo è rimasto leggibile come ciò che è: una rappresentazione del momento in cui un annuncio sconvolge dodici anime simultaneamente, e un trattato visivo dei moti dell'animo.

Contesto e tecnica · Composizione
Scelta tecnica · conseguenza

Il rifiuto dell'affresco

L'affresco impone velocità: incompatibile con il metodo sperimentale di Leonardo, che lavorava per velature progressive. Sceglie tempera grassa e olio su preparazione gessosa: subito vulnerabile all'umidità del muro nord.
Scelta narrativa · iconografia

Il momento scelto

Giovanni 13,21: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Non l'istituzione dell'Eucaristia (tradizione più diffusa), ma l'attimo immediatamente successivo all'annuncio: dodici reazioni emotive simultanee.
Struttura spaziale

Prospettiva e spazio

Punto di fuga al centro della testa di Cristo. Foro del chiodo della cordella ritrovato durante il restauro Brambilla Barcilon. Il refettorio diventa la "quarta parete" della scena.
Composizione delle figure

I quattro gruppi di apostoli

Tre + tre + tre + tre, simmetricamente ai lati di Cristo isolato al centro. Ogni gruppo ha un'emozione dominante; l'onda emotiva si propaga dal centro verso i bordi.
Innovazione iconografica

Giuda e il tradimento

Non isolato dall'altro lato della tavola (come voleva la tradizione da Giotto in poi), ma integrato nel gruppo, in ombra. Colpevole come emozione interiore, non come segno iconografico.
Storia conservativa · catastrofe a puntate
1517 → 1726

Primi deterioramenti

1517: già degradata (Antonio de Beatis). 1652: porta sfondata nel muro che distrugge i piedi di Cristo. 1726, 1770: ridipinture invasive. La tecnica di Leonardo non regge l'umidità della parete nord.
1796 → 1810

L'epoca napoleonica

1796: refettorio adibito a stalla e deposito di fieno per la guarnigione francese. Bossi (1810) pubblica una monografia di salvataggio e una copia a grandezza naturale che diventerà documento.
15 agosto 1943 → 1999

Il bombardamento e il grande restauro

15 agosto 1943: bomba alleata distrugge volta e pareti laterali. La parete nord, protetta da sacchi di sabbia, si salva. Restauro Pinin Brambilla Barcilon (1978–1999): ventuno anni di rimozione delle ridipinture.
Lettura iconologica

Il Cenacolo come trattato eucaristico e summa dei moti dell'animo

Il Cenacolo è insieme dipinto eucaristico (contesto domenicano del refettorio: i frati lo guardavano mentre mangiavano) e summa dei moti dell'animo. La prospettiva prolunga lo spazio dei frati commensali nello spazio della scena sacra; Cristo è il silenzio al centro del dramma umano. Le due letture si tengono insieme: la verità eucaristica si manifesta attraverso la verità delle emozioni umane.
dato documentato
lettura critica
scelta tecnica / Giuda / 1943
composizione
prospettiva / iconologia
storia conservativa